CANTIERE LEVANTE 2026
05 – 09 agosto 2026
Cantiere Levante è un progetto culturale e artistico degli architetti Flore & Venezia alla sua quarta edizione.
L’ambizione è quella di creare una piattaforma di ricerca e produzione contemporanea capace di attivare dialoghi tra arte, architettura, territorio e comunità.
Il tema centrale di Cantiere Levante è quello del riconoscimento e dell’appartenenza come condizioni dinamiche modellate dal rapporto con i luoghi, la memoria e le trasformazioni nel tempo.
All’interno del contesto mediterraneo, e in particolare nel dialogo tra Puglia e Palestina, questo tema assume una rilevanza profonda, aprendo a riflessioni condivise sui temi dell’architettura, del paesaggio, delle tradizioni e della vita quotidiana dei due popoli.
L’obiettivo delle varie sezioni espositive e delle performance è quello di lavorare sulle relazioni, le affinità, le contaminazioni tra i due territori.
L’edizione 2026 si svolgerà nel cantiere di Villa Levante in contrada Fumarola nel territorio di Ostuni. Costruita a fine ‘800 dalla Congregazione di Carità, la villa veniva utilizzata come centro estivo per ospitare le bambine dell’Orfanotrofio Femminile Pinto della Città di Ostuni.
Attualmente in fase di ristrutturazione, rappresenta pienamente lo spirito del progetto: uno spazio sospeso tra passato e futuro, ideale per accogliere pratiche artistiche che riflettono sui temi della memoria, dell’identità e della rigenerazione.
Gli artisti internazionali che partecipano a Cantiere Levante sono:
Emily Jacir
Vive e lavora nel Mediterraneo.
Al tempo stesso poetico, politico e biografico, il lavoro di Emily Jacir indaga le storie della colonizzazione, dello scambio, della traduzione, della trasformazione, della resistenza e del movimento. Jacir ha costruito un’opera complessa e avvincente attraverso una vasta gamma di mezzi espressivi e metodologie che includono il recupero di materiale storico, gesti performativi e ricerche approfondite. La sua pratica interdisciplinare abbraccia cinema, fotografia, scultura, installazione, performance, suono e testo per indagare il movimento personale e collettivo attraverso lo spazio pubblico e le sue implicazioni per l’esperienza fisica e sociale dello spazio e del tempo transmediterranei. Negli ultimi vent’anni ha lavorato nel sud Italia, principalmente nel Salento ma anche in Basilicata e in Sicilia.
Per Cantiere Levante presenterà una serie di progetti video e sonori oltre ad alcune opere realizzate site-specific.
Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research
Fondato nel 2014, Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research ospita numerosi progetti basati sull’incontro e sull’ospitalità. Dar Jacir è un centro di apprendimento sperimentale interdisciplinare che promuove scambi interculturali e intergenerazionali. Si tratta di una piattaforma orientata ai processi e alla pratica, dedicata agli scambi e alle produzioni in ambito educativo, culturale e agricolo a beneficio della comunità di Betlemme e non solo. Attraverso un approccio partecipativo, si crea conoscenza collettiva, si realizzano nuove opere sperimentali e si promuovono strutture di cura e recupero. Dar Jacir è l’unico spazio gestito da artisti nella Cisgiordania meridionale che offre programmi di educazione artistica e residenze sia per palestinesi che per stranieri, operando nei campi delle arti visive, del suono, del cinema, della performance, della danza, della letteratura e dell’agricoltura. Insieme alla sua variegata comunità di artisti, agricoltori, ricercatori e operatori culturali, Dar Jacir riunisce un vasto pubblico profondamente coinvolto nelle attività comunitarie e nella collaborazione in un territorio particolarmente frammentato. L’intimità è al centro del progetto. Guidato da artisti e da donne, il progetto facilita e conferisce autonomia agli artisti e ai partecipanti affinché possano guidare, porre domande e incontrare artisti, pensatori e leader culturali internazionali e locali.
Per Cantiere Levante presenterà una selezione di film, danza, musica e collaborazioni dal 2018 al 2025.
Adam Broomberg e Rafael Gozalez
Con un progetto fotografico Anchor in the Landscape, testimoniano l’abbattimento programmato di ulivi secolari e ancestrali nei territori palestinesi della Cisgiordania. In quest’opera, l’immagine fotografica supera la mera contemplazione formale per tramutarsi in una testimonianza archivistica e in una forma di salvaguardia ecologica e identitaria, tesa a contrastare l’estinzione culturale di un popolo e la privazione del suo territorio.
Mauro Bubbico, Luca Capuano e Roberto Lenza
Con un progetto fotografico Palestine Home Coming, presentato come un grande libro per guidare il lettore alla scoperta del villaggio palestinese di Dheisheh. Una realtà di un’assoluta normalità verso cui subiamo una mancanza di empatia per gli effetti della disinformazione, della complicità mediatica, del razzismo che alimenta l’indifferenza, della percezione di quei territori come zone sottosviluppate, terre di conquista abitate da persone senza speranza, pace e sogni. Il mondo guarda, minimizza, giustifica e tace.
Di Luca Capuano verrà anche presentato il progetto fotografico Terre dell’occupazione.